dì dì, Ciac CiAc!
Laboratorio multiespressivo di improvvisazione
Docente: Claudio Riggio,
Assistente: Marco Puccini

"...Quando faccio un sogno che mi rimane impresso, appena sveglia, corro da mamma a raccontarglielo.
Lei, vedendomi presa da quello che racconto, mi dice di non preoccuparmi, che è solo un sogno...
Ma, dico io, perché, se è solo un sogno, quando mi sveglio dopo un bel sogno mi sento felice, di una felicità reale?..."
"...anche se non mi ricordo cosa ho sognato, forse perché quello che ho sognato è diventato la felicità..."

Elisa, 7 anni.


Un luogo da abitare con i cinque sensi.
Cinque luoghi senza un senso.
Abitare il tempo.


L'unico obiettivo di questo laboratorio è mettere a fuoco.
Mettere a fuoco le singole identità affettive dei partecipanti. Non ho mai creduto nella tecnica, nella sua capacità salvifica di ripetere un percorso compiuto.
La tecnica è piuttosto, a mio avviso, parte di uno strumentario indispensabile, tanto al musicista, quanto al viaggiatore, strumentario che definiremo prassi.


La teoria e la tecnica sono frutti del fare affettivo.
Il vissuto personale è il fare affettivo; passato, presente o futuro che sia, non è importante.
I bambini sanno bene che il tempo "rettilineo", cronologico, è una menzogna.
Ecco perché con una finta che solo gli artisti e i bambini hanno in cuore, parlano spesso all'imperfetto " facevamo che eravamo di notte...? "
Già, una "finta", come se eravamo tutti dei Pelè.
E cos'è che commuove tutta quella gente sulle gradinate?
Una (cosa) finta.
E la realtà ci casca,
sempre.

Materiale
(cose da fare)

  • sonorizzazione di racconti, personaggi, sogni raccontati dai bambini.
  • decontestualizzazione, dispercezione. - Cantare di un dolce mangiato, ballare una canzone di cui era innamorata tua sorella, ma che non hai mai sentito.
  • modalità di relazione - uno e gli altri - Gli altri e 1, uno accanto all'altro. Un musicista sta ascoltando, solo sul palco, con la tromba in mano, quanta musica fa tutta quella gente seduta.
  • il tempo, percezione interna e "oggettiva".
  • Il suono come gesto del toccare.
  • La forma come musica immobile, sonorizzazione di un'immagine.
  • La musica come forma in movimento, improvvisare un disegno ascoltando una melodia.
  • Il disegno della melodia.
  • Gli accordi, luoghi da abitare con il proprio vissuto.
  • Percezione spaziale, il volume di uno strumento è lo spazio che occupa.Lo spazio che occupiamo ballando è il volume del nostro felice " non poter star fermi".

Regalo rosso, sotto l'albero, la mattina di Natale.
Tra sogni appena andati e felicità alla porta.