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Progetto di ricerca artistica che lavora sulla creazione di architetture sonore, eventi improvvisati e scritti concepiti come oggetti immaginabili in uno spazio vuoto.
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Dubulover
Concerto di jazz contemporaneo

Nicolao Valiensi, trombone
Claudio Riggio, chitarra
Roberto Bellatalla, contrabbasso
Marco Ariano, batteria

Roma, Sabato 12 dicembre 2009, ore 22:00
Spazio Morgana Music Inn, Largo dei Fiorentini, 3



AudreyGruppo di recente formazione, si muove tra musica scritta e improvvisata senza alcun limite, tra espressione estemporanea e complesse strutture ritmico-armoniche.

Il quartetto dà vita a una vera e propria composizione in tempo reale che assembla parti scritte e momenti di pura improvvisazione, evocando free jazz, musica popolare di estrazione bandistica, sperimentazione elettronica e musica classica.

 

Audrey
Sulla complessità della bellezza semplice
Composizioni originali di C. Riggio

Claudio Riggio, chitarra elettrica e classica
Tom Harrell , tromba e flicorno
Piero Bronzi, sassofoni, flauto
Nicolao Valiensi, trombone
Alessandro De Angelis, pianoforte e Rhodes
Marco Ariano, batteria, percussioni
&
John Stowell, chitarra.


AudreyRegistrato a Grosseto.
Teatro degli Industri, 23 e 24 marzo 2008
.

 

Caveau
Coreografie di Sara Nesti
Musiche di Nicolao Valiensi

Nicolao Valiensi, eufonio
Federica Ceccherini, clarinetto
Lara Panicucci, clarinetto
Tiziana Bertoncini, violino
Piero Bronzi, sax baritono
Marco Fagioli, tuba
Claudio Riggio, chitarra.

CaveauNella cava un mondo sospeso di ricordi, di suoni, di movimenti che raccontano storie. Il marmo fonte di vita e di fatica, la durezza della materia da cui scaturiscono veloci e leggeri i suoni e i movimenti.

 


Childhood of a Parker's Neighbour
Composizioni originali di C. Riggio e temi di C. Parker, in forma di ballata

Claudio Riggio, voce, chitarra, elettronica, percussioni
Piero Bronzi, sassofoni, elettronica, percussioni


Chilhood of a Parker's NeighbourCi sono cose talmente belle da resistere alla velocità. La loro densità è così forte che si possono percepire con un solo fugace sguardo.

E se ingrandiamo il tempo, se rallentiamo al microscopio quelle frasi esse si offriranno in tutta la loro caleidoscopica magia. Sono perfette. Sono uguali a sé stesse. Come se la Bellezza prescindesse dalla variante spazio/tempo. Solo gli accordi sottostanti non funzionano più.
Quegli accordi semplici, popolari, perchè appartenenti alla tradizione della song americana (le ballate, i musicals). È come se il fraseggio fosse vivo e quindi duttile, mutevole e mutabile ma gli accordi fossero solo un’arca usata per il viaggio e abbandonata. Ormai immobile sfinge di deserto. Quelle frasi ingrandite, rallentate, chiedono nuovi accordi, nuovi rapporti armonici, il persistere orizzontale delle dissonanze svela costruzioni ardite che, al rallentare della giostra, non reggono più sé stesse. L’armonia ascolta quelle note di colibrì dilatate e la sfinge si trasforma in oggetti quotidiani e vivi: un cucchiaio, un dado, una fotografia ritrovata.
La melodia rallentata cade dentro l’armonia e la feconda. A suonarlo così, come lo sento, quasi si assomiglia. E mi viene voglia di cantare le mie cose.
Io gli voglio bene, a Charlie Parker.

Ascolta alcuni brani del disco

 

UNEVEN
Composizioni originali di C. Riggio

Claudio Riggio, chitarra
John Stowell, chitarra
Alessandro De Angelis, pianoforte, Rhodes
Piero Bronzi, sassofoni
Nicolao Valiensi, trombone

UNEVENUneven, il dispari inteso come forza dinamica del diseguale. Musica per cinque musicisti e sette composizioni. Ciò che è altro da noi ci definisce per contrasto. La bellezza delle dissonanze intesa quale massimo nitore del suono. Ecco il perché di un doppio duo – due chitarre e due fiati – con al centro il caleidoscopico balancier di Alessandro De Angelis. In ogni duo c’è l’altro. Ed ogni duo è esposto ad un diverso duo. Il pianoforte è lo specchio a due facce in cui moltiplicarsi. E al tempo stesso il luogo sognato dove essere armonicamente dispari.

Il materiale musicale è attinto dalla tradizione bandistica - ambito in cui Bronzi e Valiensi ricercano da anni rapporti di sonorità fecondi – e dalle mie composizioni. Il grande chitarrista jazz John Stowell incarna nel gruppo la dissonanza stilistica che dà senso al progetto stesso.

La matrice è quella impressionistica, comune al Jazz ed a gran parte della musica colta europea – basti pensare alle connessioni tra Debussy, Puccini, Strayhorn, Reinhardt fino alla geniale sintesi di Annette Peacock.

Per materiale musicale non si intende qui tanto la trascrizione o il riarrangiamento di composizioni di altri artisti quanto la rielaborazione in tempo reale del loro mondo estetico, poetico e formale.

Il lavoro è suddiviso in 7 esecuzioni improvvisate.

Rubare, per amore, giacché è per amore che si ruba ciò che per avidità si compra. Rubare in cinque per l’impossibilità di dividere il tesoro in parti uguali. Rubare per continuare a desiderare quello che non siamo.

Perché siamo quello che gli altri, per amore, ci rubano.

 

Se fossi foco
Quartetto di ricerca pura

Claudio Riggio, chitarra
Roberto Bellatalla, contrabbasso
Alessandro De Angelis, pianoforte, Rhodes
Marco Ariano, batteria e percussioni

se fossi foco(..) Il repertorio è quello che stiamo studiando, lontano da richieste sacre di appartenenza preordinata a correnti o mainstreams.
Storicizzare il fare lungo una linea retta ed ottusa, sorda, non-sonante trasformerebbe il repertorio in reperto. Il vivente in idolo incombente che ci sottrae alla viva carne.
Al non-sonante preferire il dis-sonante.
All'alti-sonante il contrabbasso. Terra di suono. (..)

 

foto presentazione

frecciaClicca qui per leggere il report della presentazione

 

Lo studio fantastico
Workshop/Laboratorio di ricerca pura per tutti gli strumenti.
Scuola di Musica "L'Ottava"
Docenti: Claudio Riggio, Susanna Stivali

lo studio fantastico

Se è vero che educare significa condurre fuori la vera identità dell’allievo, punto fondamentale del percorso didattico è il rapporto con lo studio. Proprio perché il rapporto con il proprio strumento e il materiale da approfondire, intuire, trasformare è una prassi costante che nel modo di studiare risiedono le vere chanches di realizzazione della propria unicità. Niente può rivelarsi più dannoso di un comportamento quotidiano falso, nozionistico, indifferente allo stupore per ciò che ascoltiamo in noi e negli altri. Al contrario una prassi quotidiana di sincerità profonda con la nostra sensibilità è strumento capace di rivoluzionare il nostro rapporto con la materia musicale, artistica. Sia in un contesto meditato come la composizione, che per sua natura si rivela nel rapporto tra intuizione ed elaborazione, sia nella genesi del linguaggio, sia nella improvvisazione, esiste un terreno germinale comune: la percezione del subito, intesa quale fulminea re-invenzione del proprio vissuto. Intuire e trasformare, appunto. Possibile quando si trattiene in sé la memoria fisica, il corpo come luogo degli accaduti.

 

Tanaquil & banda
Workshops "L'improvvisazione come modalità di rapporto: tra intuizione di realtà e collettiva trasformazione. In collaborazione con I.Qu.O.Ri.

(I.Qu.O.Ri è un Istituto per la qualità, la formazione e l'orientamento che ha come finalità la riqualificazione della memoria, la creazione di nuovi metodi di comunicazione, ricerca e promozione. E' nata da un progetto Ue Now Cespid-Labour Team realizzato nelle province di Grosseto, Arezzo e Siena per promuovere il Terzo Settore, che ha offerto l'opportunità di avvicinare il sistema di qualità dei servizi sociali della contea di Oxford e di fornire strumenti per valutare la qualità di servizi e il monitoraggio della soddisfazione del cittadino.).

 

Kansas City
8 quadri per una radiocommedia (e/o un CD e/o un evento teatrale)
Testo e composizioni originali di Claudio Riggio
>> Vai al sito di Kansas City

Vita immaginaria di Luciano Bianciardi nei luoghi della sua storia scritta e vissuta.
Libera improvvisazione.

Giulia Fossà, donna
Claudio Riggio, chitarra
Alessandro De Angelis, pianoforte
Piero Bronzi, ance, flauti
Angelo Olivieri, tromba, flicorno
Antonio Pulli, calcolatore (sound designer)

L’idea nasce dall’amore per Bianciardi, lo stesso amore che lo legava disperatamente a Grosseto. Un amore così intenso da lasciare tracce nella realtà. Modificandola.
“Era un tormentone” - dice chi lo ha conosciuto – “Grosseto come Kansas City”.
Un uomo è i luoghi in cui è stato amato e amare è farsi portare altrove, in un altro luogo.

Una giornalista è incaricata di scrivere una biografia di Luciano Bianciardi. Si innamora, però, dei luoghi della sua vita. Reinventandola.

Kansas City è scritto come una partitura per una prova; contiene osservazioni, suggerimenti, idee da sviluppare che non saranno mai eseguite. Ma che la voce di Giulia Fossà riporta e consegna al pubblico.
Lo spettacolo si dà nel suo costituirsi, avviene in realtà solo nell’immaginario di ogni spettatore, ascoltatore.
E ogni spettatore ne fa il suo altro luogo, diverso da tutti i luoghi degli altri spettatori. Anche il sottotitolo “8 quadri per una radiocommedia (e/o un CD e/o un evento teatrale.)” è una finzione. In realtà non è niente di tutto questo.
E’ semplicemente quello che lo spettatore sente e vede.

 


Il Castello di cioccolato
Spettacolo scritto e interpretato dai bambini del Laboratorio di Improvvisazione "di dì Ciac Ciac!"

Con il patrocinio della Provincia di Roma e del Comune di Anguillara Sabazia, in collaborazione con l'Ass. culturale "L'Acquario" Onlus.

Direzione artistica di Claudio Riggio, consulenza didattica di Marco Puccini
16 maggio 2005, Anguillara Sabazia (Rm).

 

Quartetto
Rassegna di Poesia e Altri Linguaggi
a cura di Maria Jatosti - Roma Teatro Agorà

Poesia, Narrativa, Interpretazione e traduzione dei testi, Teatro, Letture sceniche, Recital, Concerti per voci e strumenti, Danza, Corti teatrali e audiovisivi, Musica colta e popolare.

A perdifiato, di Maria Jatosti.
Maria Jatosti: voce recitante. Claudio Riggio: chitarra, Alessandro de Angelis: pianoforte.

Morire di Città, di Maria Jatosti. Testi di Henry Miller e Luciano Bianciardi, con interventi minimi di Maria Jatosti. Evento teatrale per quattro voci recitanti, chitarra (C. Riggio) e pianoforte (A. De Angelis).

 

Poesie d’amore e di collera
Laura Nardi, voce recitante
Susanna Stivali, canto
Claudio Riggio, chitarra
>> Ascolta frammenti

Un segno del tempo: la solita finestra.
La solita donna che passa, sogno a mezzobusto.
Suono di passi, i suoi.
Inauditi movimenti, intuiti, cioè visti, dietro le orecchie.
Una parola.Corda tesa.
Dalla mia terrazza alla finestra dove risuona la poesia delle sue braccia volteggianti.
Abbandono.
Perdita di non/conoscenza.
Canto bianco di Amore e Psiche.
Gesto, musica e parola.
Tre pieghe di conchiglia.
Tre streghe per Macbeth.

Un amorevole lavoro sull’interazione tra parola poetica e poesia del suono.
Il luogo dove risuona il gesto di “ Poesie d’amore e di collera” è un insieme di testi scelti dall’opera di artisti quali Neruda, Kavafis, Salinas, Cavalli, Merini, Fried, Riggio…
Ogni poesia canta così i gesti dello spettatore.
Ogni melodia parla così dell’immobile incanto dell’ascoltatore.
Ogni gesto capisce, abbraccia in sé, lo stupore commosso del narrare ad un pubblico tanto desiderato da apparire ogni volta improvviso, inaudito.
Altro canto d’ascolto.
Inatteso inizio.
Quello prima del bis.

 

Invettive-Inventive
di & con Giulia Fossà

Roberto Bellatalla, contrabbasso
Alessandro De Angelis, piano Rhodes
Claudio Riggio, chitarra

invettive inventive“Chi ha paura del battito del cuore, della follia e della speranza, della ragione e della rabbia della gente costretta a scegliere tra quello che passa il mercato?
(…) Invettive, Inventive tenta in tre settimane di raccontare storie ignorate o non sufficientemente approfondite. (…) Sul palco, insieme a me, tre straordinari musicisti, Roberto Bellatalla, Alessandro De Angelis e Claudio Riggio, chiamati a interpretare con i loro strumenti le vicende che ci riguardano tutti, con uno straordinario linguaggio impressionistico, affidato alla loro bravura e alla loro capacità di improvvisazione”.
(Giulia Fossà)

Roma, Teatro Vascello 2 / Destini Incrociati

 

Ausa
Composizioni originali di Claudio Riggio
Piero Bronzi, ance, flauti
Claudio Riggio, chitarra

Ausa è la favola della nota nera, addormentata sul foglio e risvegliata dal canto.
Non esiste una cronologia dell’opera musicale.
Un tema è ciò che la melodia ricorda di sé in un’improvvisazione.
L’improvvisazione è quello che riconosciamo di noi nella traccia-ricordo di una melodia.

 

Amare, come le mandorle
libera improvvisazione
Roberto Bellatalla
, contrabbasso
Claudio Riggio, chitarra

La libera improvvisazione, come il novellare di un cantastorie, narra i dettagli di un rapporto amoroso.

 

Figura d'acqua
Video per la promozione e la valorizzazione della risorsa acqua.
Con il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Grosseto; a cura di Claudio Badii, Monica Ciacci, Sonia Gelso, Franco Macchelli, Laura Oliva e Gabriella Pizzetti. Musiche di Claudio Riggio liberamente improvvisate da Alessandro De Angelis e Claudio Riggio.

 

Didattica:

» Corso di chitarra contemporanea

» dì dì, Ciac CiAc!
    Laboratorio multiespressivo di improvvisazione per bambini.

» Orchestra laboratorio

» suonarSi a~C(c)anto
    Un chitarrista e un pianista che suonano insieme.

 

 

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